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STATUTO DEL COMUNE DI ADRO
(PROVINCIA DI BRESCIA)

Approvato con deliberazione Consiliare N. 3 del 26.02.2001

TITOLO 5°
PARTECIPAZIONE POPOLARE E DIRITTI DI ACCESSO DEI CITTADINI

ARTICOLO 52
(PARTECIPAZIONE E CONSULTAZIONE DEI CITTADINI)

1. Il Comune garantisce e promuove la partecipazione dei cittadini all'attività dell'ente, al fine di assicurarne il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza.

2. Per gli stessi fini il Comune privilegia le libere forme associative e le organizzazioni di volontariato, incentivandone l'accesso alle strutture ed ai servizi dell'ente.

3. Ai cittadini, inoltre, sono consentite forme dirette e semplificate di tutela degli interessi che favoriscono il loro intervento nella formazione degli atti.

4. Il Comune, di propria iniziativa, o su richiesta di Enti e Associazioni iscritte all'albo di cui all'articolo 9, comma 4 del presente Statuto, indice la consultazione dei cittadini su provvedimenti di loro interesse, nelle forme volta a volta ritenute più idonee, quali Consigli Comunali aperti, conferenze, audizioni, tavole rotonde.

5. Consultazioni, nelle forme previste nell'apposito regolamento, devono tenersi nel procedimento relativo all'adozione di atti che incidono su situazioni di interesse collettivo.

6. Le consultazioni di cui al precedente comma 4, sono obbligatorie in occasione della modifica degli strumenti urbanistici generali e dei piani urbani del traffico.

7. La consultazione può essere indetta anche per categorie di giovani non ancora elettori purchè previsto nel regolamento di cui al comma 5 che stabilisce le modalità ed i termini della consultazione.

ARTICOLO 53
(LIBERE FORME ASSOCIATIVE)

1. Il Comune, al fine di valorizzare le libere forme associative che non hanno finalità di lucro e che, in generale, svolgono la loro attività al servizio della comunità:

a) tiene un Albo aggiornato delle Associazioni, Enti ed Organismi che hanno richiesto il riconoscimento del Consiglio Comunale;

b) può erogare, alle Associazioni riconosciute, nei limiti delle disponibilità di bilancio, i contributi stanziati, secondo i criteri e le modalità stabiliti nell'apposito regolamento.

ARTICOLO 54
(ISTANZE, PETIZIONI E PROPOSTE DEI CITTADINI)

1. Tutti i cittadini, sia singoli che associati, aventi diritto al voto, hanno facoltà di presentare istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela degli interessi della comunità.

2. Le istanze, le petizioni e le proposte devono essere presentate alla Segreteria del Comune ed indirizzate al Sindaco. Esse devono essere scritte su fogli di protocollo uso bollo ed essere regolarmente firmate devono contenere in modo chiaro ed inequivocabile l'oggetto della richiesta, le generalità dei proponenti e gli estremi del documento di identità.

3. Qualsiasi istanza, petizione o proposta di interesse collettivo, firmata da almeno 100 elettori, deve essere discussa entro 60 giorni dal Consiglio.

4. Le istanze che non contengono gli elementi previsti dal comma immediatamente precedente saranno esaminate entro 15 giorni dalla Commissione per le garanzie statutarie, ove costituita, altrimenti saranno esaminate dalla Giunta. La Commissione, o la Giunta, a maggioranza assoluta dei votanti, deciderà sull'ammissibilità in relazione all'interesse rappresentato ed alla competenza istituzionale e giuridica del Comune.

5. Il Sindaco, sentito il parere della Commissione, se costituita, o della Giunta Comunale, se l'oggetto dell'istanza riguarda materie di competenza del Consiglio, riferirà allo stesso che adotterà, di norma entro 30 giorni, gli opportuni provvedimenti.

6. Il termine di 30 giorni di cui al comma immediatamente precedente, decorre dal momento in cui la Commissione o la Giunta ha rilasciato il proprio parere.

7. Ove il Consiglio non provveda entro il termine di 30 giorni di cui ai due precedenti commi, 1/5 dei consiglieri assegnati al Comune ha la facoltà di chiedere, entro 30 giorni, il passaggio alla votazione finale.

8. Scaduto quest'ultimo termine, la proposta è iscritta di diritto all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio.

9. La segreteria del Comune provvede alla raccolta delle istanze, petizioni e proposte mediante l'inserzione per sunto in apposito registro cronologico delle stesse e degli eventuali provvedimenti adottati dagli organi competenti.

ARTICOLO 55
(REFERENDUM CONSULTIVI)

1. Sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di rilevanza generale, interessanti l'intera comunità, al fine di sollecitare manifestazioni di volontà che devono trovare sintesi nella azione amministrativa.

2. Non possono essere indetti referendum che riguardino:

a) atti e provvedimenti inerenti l'applicazione di tributi e tariffe;

b) attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali;

c) atti e provvedimenti concernenti minoranze etniche e religiose;

d) materie già oggetto di consultazione referendaria nell'ultimo triennio.

3. Soggetti promotori del referendum sono:

a) almeno cinquecento elettori;

b) il Consiglio Comunale col voto favorevole di 2/3 dei consiglieri assegnati al Comune.

4. Le norme per l'attuazione del referendum consultivo sono stabilite nell'apposito

Regolamento che, in particolare, dovrà disciplinare:

a) i requisiti di ammissibilità del quesito da sottoporre a referendum;

b) i tempi di attuazione della consultazione referendaria;

c) le condizioni di accoglimento e le modalità organizzative della consultazione.

ARTICOLO 56
(AZIONE POPOLARE)

1. Ciascun elettore del Comune può far valere, innanzi alle giurisdizioni amministrative, le azioni ed i ricorsi che spettano al Comune.

2. La Giunta Comunale, in base all'ordine emanato dal Giudice di integrazione del contraddittorio, delibera la costituzione, o meno, del Comune in giudizio.

ARTICOLO 57
(PARTECIPAZIONE E COMUNICAZIONE DEL PROCEDIMENTO)

1. Fatti salvi i casi in cui la partecipazione al procedimento è disciplinata dalla legge, il Comune e gli enti ed aziende dipendenti sono tenuti a comunicare l'avvio del procedimento a coloro nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a coloro che debbono intervenirvi.

2. Coloro che sono portatori di interessi pubblici e privati e le associazioni portatrici di interessi diffusi, hanno facoltà di intervenire al procedimento, qualora possa loro derivare un pregiudizio dal provvedimento.

3. I soggetti di cui ai commi precedenti hanno diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie e documenti, che l'Amministrazione ha l'obbligo di esaminare, qualora siano pertinenti all'oggetto del procedimento.

4. Il Comune e gli enti ed aziende dipendenti debbono dare notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale, nella quale debbono essere indicati:

a) l'ufficio ed il funzionario responsabile del procedimento;

b) l'oggetto del procedimento;

c) le modalità con cui si può avere notizia del procedimento e prendere visione degli atti.

5. Qualora, per il numero dei destinatari, la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'Amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui alle lettere a), b), c) del precedente comma, mediante idonee forme di pubblicità di volta in volta stabilite dall'Amministrazione.

ARTICOLO 58
(DIRITTO DI ACCESSO)

1. Tutti i cittadini, singoli od associati, hanno il diritto di prendere visione degli atti e dei provvedimenti adottati dagli organi del Comune o degli enti ed aziende da esso dipendenti, secondo le modalità stabilite dalle Leggi vigenti e dal Regolamento Comunale.

2. Il diritto di cui al 1° comma del presente articolo può essere limitato dal diritto alla riservatezza o da altre situazioni previste nell'articolo successivo.

3. Il regolamento disciplina, altresì, il diritto dei cittadini, singoli o associati, di ottenere il rilascio degli atti e provvedimenti, di cui al precedente comma, previo pagamento dei soli costi.

4. Al fine di assicurare il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui l'amministrazione comunale è in possesso, è individuato l'ufficio presso il quale sono fornite tutte le notizie relative all'attività del Comune e degli enti ed aziende dipendenti.

ARTICOLO 59
(PUBBLICITA' DEGLI ATTI)

1. Tutti gli atti del Comune e degli enti ed aziende da esso dipendenti sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa disposizione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione, rispettivamente del Sindaco o del Presidente degli enti ed aziende, che ne vieti la divulgazione, conformemente al Regolamento, qualora la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, di enti o di imprese, ovvero sia di pregiudizio agli interessi del Comune e degli enti ed aziende dipendenti.

2. Presso un ufficio comunale devono essere tenute a disposizione dei cittadini le Gazzette Ufficiali della Repubblica, i Bollettini Ufficiali della regione e i Regolamenti Comunali.

ARTICOLO 60
(IL DIFENSORE CIVICO)

1. E' istituito l'ufficio del difensore civico, garante dei diritti dei cittadini, singoli od associati, per il rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento dell'operato dell'amministrazione comunale.

2. Il difensore civico è nominato dal Consiglio Comunale con votazione palese e a maggioranza dei 2/3 dei consiglieri assegnati. Può essere nominato anche tra i cittadini non residenti nel Comune, essere di comprovata probità ed esperto nell'attività amministrativa del Comune.

3. La carica di difensore civico è incompatibile colle seguenti cariche:

a) di consigliere comunale, provinciale o regionale;

b) di membro del Parlamento o di componente del Comitato Regionale di Controllo;

c) di amministratore di Enti o aziende comunque dipendenti o sovvenzionate dal Comune.

4. Non possono essere nominati difensori civici i magistrati, sia ordinari che

amministrativi, titolari di uffici nel cui distretto ha sede il territorio comunale.

5. La carica di difensore civico può essere rinnovata per una sola volta e può essere revocata dal Consiglio Comunale solo per motivate e gravi ragioni connesse all'esercizio dell'ufficio.

6. La funzione di difensore civico può essere attuata anche in forma convenzionata con altri comuni.

Le modalità di nomina saranno disciplinate dalla convenzione.

ARTICOLO 61
(DURATA IN CARICA, DECADENZA)

1. Il Difensore civico dura in carica tanto quanto il Consiglio Comunale che lo ha eletto e fino alla nomina del successore. Il medesimo Difensore civico può essere rinnovato in carica per una sola volta.

2. Il Difensore civico decade per le stesse cause per le quali si perde la qualità di consigliere o per sopravvenienza di una delle cause d'incompatibilità previste nel 3° e 4° comma del precedente articolo.

ARTICOLO 62
(MEZZI, PREROGATIVE, INDENNITA' DI FUNZIONE)

1. L'ufficio del Difensore Civico ha sede presso idonei locali messi a disposizione dall'amministrazione comunale, forniti di attrezzature d'ufficio e di quant'altro necessario per il buon funzionamento dell'ufficio stesso.

2. Il difensore Civico può intervenire, su richiesta di cittadini singoli o associati o di propria iniziativa, presso l'amministrazione comunale,le aziende speciali, le istituzioni, i concessionari dei servizi, le società che gestiscono servizi pubblici nell'ambito del territorio comunale, per accertare che il procedimento amministrativo abbia regolare corso e che gli atti siano correttamente e tempestivamente emanati.

3. A tal fine può convocare il responsabile del servizio interessato e richiedere documenti, notizie, chiarimenti, senza che possa essergli opposto il segreto d'ufficio.

4. Può, altresì, proporre di esaminare congiuntamente la pratica entro termini prefissati.

5. Acquisite tutte le informazioni utili, rassegna verbalmente o per iscritto il proprio parere al cittadino che ne ha richiesto l'intervento; intima, in caso di ritardo, agli organi competenti a provvedere entro periodo temporali definiti; può segnalare agli organi sovraordinati le disfunzioni, gli abusi e le carenze riscontrati.

6. L'Amministrazione ha l'obbligo di specifica motivazione, se il contenuto dell'atto adottando non recepisce i suggerimenti del difensore, che può altresì, chiedere il riesame della decisione qualora ravvisi irregolarità o vizi procedurali. Il Sindaco è comunque tenuto a porre la questione all'ordine del giorno del primo Consiglio Comunale.

7. Tutti i responsabili di servizio sono tenuti a prestare la massima collaborazione alle attività del Difensore civico.

8. Al Difensore civico nominato in via esclusiva è corrisposta la stessa indennità prevista per gli assessori comunali.

Qualora la figura è svolta in modo convenzionato l'indennità è definita dalla convenzione.

ARTICOLO 63
(RAPPORTI COL CONSIGLIO)

1. Il Difensore civico presenta, entro il mese di marzo, la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, indicando le disfunzioni riscontrate, suggerendo rimedi per la loro eliminazione e formulando proposte tese a migliorare il buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa.

2. La relazione viene discussa dal Consiglio entro il mese di giugno. Il verbale della discussione e la relazione sono pubblicati all'Albo pretorio.

3. In casi di particolare importanza o comunque meritevoli di urgente segnalazione, il difensore può, in qualsiasi momento, farne relazione al Consiglio.

 



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