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STATUTO DEL COMUNE DI ADRO
(PROVINCIA DI BRESCIA)

Approvato con deliberazione Consiliare N. 3 del 26.02.2001

TITOLO 2°
GLI ORGANI ISTITUZIONALI DEL COMUNE

CAPO 1°: IL CONSIGLIO COMUNALE

ARTICOLO 13
(ORGANI ISTITUZIONALI)

1. Sono Organi istituzionali del Comune, ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs 267/2000, il Consiglio, la Giunta e il Sindaco.

2. Il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.

3. La Giunta compie tutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge o dallo statuto al Consiglio e che non rientrino nelle competenze - previste dalla legge o dallo statuto del Sindaco, gli organi di decentramento comunale, del segretario comunale o dei funzionari dirigenti del Comune.

4. Il Sindaco rappresenta il Comune, è Capo dell'Amministrazione Comunale e, nei casi previsti dalla legge, esercita le funzioni di Ufficiale di Governo.

ARTICOLO 14
(IL CONSIGLIO COMUNALE)

1. Il consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo; rappresenta la comunità locale e svolge le funzioni che gli sono attribuite dalle leggi statali e regionali, nonché dal presente statuto.

2. Per poter attuare i fini di indirizzo e di controllo di cui al 1° comma, il Consiglio può approvare direttive generali, ordini del giorno, mozioni e raccomandazioni sull'azione politico-amministrativa della Giunta.

3. Le sedute consiliari si tengono nell'apposita sala del Palazzo comunale. In casi eccezionali, preventivamente descritti, e per particolari esigenze, giustificate con il provvedimento di convocazione del Sindaco, può tuttavia consentirsi che le sedute consiliari si svolgano in luogo diverso, purchè la cittadinanza ne sia edotta con pubblici avvisi.

ARTICOLO 15
(I CONSIGLIERI COMUNALI)

1. Le norma relative alla composizione, all'elezione, alle cause di ineleggibilità e incompatibilità e alla decadenza dei consiglieri sono stabilite dalla legge. Anche la durata in carica degli stessi è stabilita dalla legge.

2. I consiglieri rimangono in carica sino all'elezione di quelli nuovi. Dal giorno di pubblicazione del decreto di convocazione dei Comizi elettorali, i consiglieri uscenti limiteranno l'attività che svolgono nel Consiglio Comunale, all'adozione degli atti urgenti e improrogabili.

3. I Consiglieri svolgono le loro funzioni senza vincolo di mandato curando unitariamente gli interessi del Comune.

4. I Consiglieri Comunali, se eletti amministratori di Società partecipate dal Comune, possono continuare la loro duplice funzione di consigliere comunale e di amministratore presso la Società, senza che ciò possa essere causa di incompatibilità tra le due cariche.

5. Le indennità spettanti ai consiglieri per l'esercizio delle loro funzioni sono stabilite dalla legge.

ARTICOLO 16
(ENTRATA IN CARICA DEL CONSIGLIERE)

1. I consiglieri entrano in carica all'atto della loro proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.

2. Nella seduta immediatamente successiva alle elezioni il Consiglio, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, deve esaminare la condizione degli eletti a norma della legge 23 aprile 1981, n. 154, e dichiarare la ineleggibilità o la incompatibilità di essi, qualora sussista alcuna delle cause ivi previste, provvedendo alle sostituzioni. L'iscrizione all'ordine del giorno della convalida degli eletti comprende, anche se non è detto esplicitamente, la surrogazione degli ineleggibili e l'avvio del procedimento per la decadenza degli incompatibili.

ARTICOLO 17
(DIRITTI E POTERI DEL CONSIGLIERE)

1. Il consigliere esercita il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del Consiglio e può proporre direttive generali, ordini del giorno, mozioni e raccomandazioni.

2. Ha diritto di ottenre dagli uffici del Comune e dalle aziende o enti da esso dipendenti tutte le informazioni utili all'espletamento del suo mandato.

3. Il diritto di cui al 2° comma dovrà tener conto del segreto d'ufficio di cui al 4° comma dell'articolo 19 e sarà disciplinato da apposito Regolamento.

4. Per il computo dei "quorum" previsti si fa riferimento al numero dei consiglieri assegnati al Comune i quali, attualmente, sono in numero di sedici più il Sindaco.

5. I consiglieri, così come gli assessori e il Sindaco, possono essere assicurati dal Comune contro i rischi conseguenti all'espletamento del loro mandato.

6. Il Comune, nella tutela dei propri diritti ed interessi può assicurare l'assistenza in sede processuale ai Consiglieri, agli Assessori ed al Sindaco che si trovino implicati, in conseguenza di fatti ed atti connessi all'espletamento delle funzioni, in procedimenti di responsabilità civile (o penale), in ogni stato e grado del giudizio purchè non ci sia conflitto di interessi con l'Ente e purchè la legge non disponga diversamente.

ARTICOLO 18
(DEL "GIUSTO PROCEDIMENTO")

1. Ai fini del diritto di iniziativa deliberativa di cui al 1° comma dell'art. 17, l'esame delle proposte di deliberazione avanzate dal consigliere, è subordinato alla acquisizione dei pareri previsti dalla legge, in osservanza del principio del "giusto procedimento".

2. Ai sensi del presente statuto si intende per "giusto procedimento" quello per cui la emanazione del provvedimento o della deliberazione sia subordinata alla preventiva istruttoria corredata dai parere tecnici, contabili.

3. Anche le eventuali iniziative dei consiglieri volte a far approvare emandamenti, modifiche o integrazioni che incidano in modo rilevante sulle proposte di deliberazione già inserite nell'ordine del giorno del Consiglio, sono subordinate al principio del "giusto procedimento".

ARTICOLO 19
(DOVERI DEL CONSIGLIERE. DECADENZA)

1. I consiglieri hanno il dovere di intervenire alle sedute del consiglio e di partecipare ai lavori delle Commissioni consiliari delle quali fanno parte.

2. I consiglieri che, senza giustificato motivo, non intervengono alle sedute consiliari che si sono svolte nel corso di un anno sono dichiarati decaduti, purchè le sedute che si sono tenute nel corso di detto anno siano state più di due. Il Regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio Comunale stabilirà le modalità di giustificazione.

3. La decadenza è pronunciata dal consiglio d'ufficio o su istanza di qualunque Consigliere o elettore del Comune, dopo che sia decorso il termine di venti giorni dalla notificazione all'interessato della procedura che culminerà nella pronuncia di decadenza e dopo che il Consiglio avrà valutato i motivi eventualmente presentati dal consigliere a giustificazione delle sue assenze.

4. Il consigliere è tenuto al segreto d'ufficio nei casi specificatamente determinati dalla legge.

ARTICOLO 20
(IL CONSIGLIERE ANZIANO)

1. E' consigliere anziano il consigliere che ha avuto il maggior numero di voti individuali nella lista che ha ottenuto la maggioranza di consiglieri. A parità di voti è consigliere anziano il più anziano di età.

ARTICOLO 21
(DIMISSIONI DEL CONSIGLIERE)

1. Le dimissioni dalla carica di consigliere sono presentate per iscritto al Consiglio. Le dimissioni sono irrevocabili ed immediatamente efficaci.

2. Il Sindaco deve convocare il Consiglio Comunale per la surroga entro dieci giorni dalle dimissioni.

3. Qualora il Sindaco non provveda come dovuto ai sensi del 2° comma, vi provvede il Prefetto, previa diffida.

ARTICOLO 22
(SESSIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE)

1. Il Consiglio si riunisce in sessioni ordinarie e straordinarie.

2. Le sessioni ordinarie possono svolgersi in qualsiasi periodo dell'anno per determinazione del sindaco.

3. Le sessioni straordinarie hanno luogo per deliberazione della Giunta, per richiesta di un quinto dei consiglieri assegnati al Comune (o del Prefetto).

4. La riunione del Consiglio in sessione straordinaria deve avvenire entro venti giorni dalla deliberazione della Giunta o dal ricevimento della richiesta di cui al comma precedente.

5. La riunione del Consiglio, in caso di necessità, può essere convocata d'urgenza dal Sindaco mediante avviso scritto da notificarsi almeno ventiquattro ore prima della data fissata per la seduta.

ARTICOLO 23
(CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE)

1. Il Consiglio è convocato dal sindaco che fissa pure il giorno e l'ora dell'adunanza nonché l'ordine del giorno o elenco degli argomenti da trattare.

2. La convocazione deve essere fatta con avviso scritto da consegnare a ciascun consigliere almeno cinque giorni prima per le sessioni ordinarie, tre giorni prima per le sessioni straordinarie ed almeno ventiquattro ore prime per quelle d'urgenza. Detto avviso deve contenere gli elementi di cui al comma precedente e deve essere pubblicato all'Albo Pretorio.

3. Gli adempimenti di cui ai commi precedenti, in caso di assenza o di impedimento del Sindaco, sono eseguiti dall'assessore delegato (o vice Sindaco) o, in caso di assenza o di impedimento di quest'ultimo, dal consigliere anziano.

ARTICOLO 24
(INTERVENTO DEI CONSIGLIERI PER LA VALIDITA' DELLA SEDUTA E DELLE DELIBERAZIONI)

1. Il Consiglio delibera validamente coll'intervento di almeno la metà del numero dei consiglieri assegnati al Comune ed a maggioranza assoluta (metà più uno) dei votanti, salvo i casi per i quali la legge o il presente statuto prevedano una maggioranza più qualificata.

2. Quando la prima convocazione sia andata deserta per non essersi raggiunta almeno la metà dei consiglieri assegnati al Comune, alla seconda convocazione, che avrà luogo in altro giorno, le deliberazioni saranno validamente assunte purchè intervengano almeno sette consiglieri. Nel computo dei consiglieri non si considera il Sindaco.

3. Il Consiglio non può deliberare, in seduta di seconda convocazione, su proposte non comprese nell'ordine del giorno della seduta di prima convocazione, ove non ne sia stato dato avviso nei modi e nei termini stabiliti dall'articolo precedente e non intervenga alla seduta la metà dei consiglieri assegnati.

4. Non concorrono a determinare la validità dell'adunanza:

a) i consiglieri che escono dalla sala prima della votazione;

b) gli assessori scelti fra i cittadini non facenti parte del Consiglio. Essi intervengono alle adunanze del Consiglio, partecipano alla discussione, ma non hanno diritto di voto.

5. Concorrono, invece, a determinare, la validità della adunanza i consiglieri tenuti ad astenersi obbligatoriamente.

ARTICOLO 25
(ASTENSIONE DEI CONSIGLIERI)

1. I consiglieri debbono astenersi dal prendere parte alle deliberazioni riguardanti liti e contabilità loro proprie, verso il Comune o verso Enti od Aziende dal medesimo amministrate o soggette alla sua vigilanza, come pure quando il consigliere abbia un interesse proprio o vi sia un interesse dei suoi parenti od affini sino al quarto grado civile.

2. Il consigliere che per motivi personali, di parentela, professionali o di altra natura abbia un interesse proprio ad una deliberazione, deve assentarsi dall'aula consiliare per la durata del dibattito e della votazione sulla stessa, richiedendo che ciò sia fatto rilevare nel verbale.

3. I consiglieri si astengono inoltre dal prendere parte direttamente o indirettamente in servizi, esazioni di diritti, somministrazione o appalti di opere nell'interesse del Comune o degli Enti o Aziende dal medesimo amministrate o soggette alla sua vigilanza.

ARTICOLO 26
(PRESIDENZA DELLE SEDUTE CONSILIARI)

1. Le sedute consiliari sono, di norma, presiedute dal Sindaco, salvo casi espressamente previsti dalla legge.

2. In caso di sua assenza od impedimento, ne fa le veci il Vice Sindaco e, in mancanza di questi o di suo impedimento, la seduta è presieduta dal Consigliere anziano. Questi, a sua volta, sarà sostituito dal Consigliere che ha ottenuto il maggior numero di voti individuali dopo il Consigliere anziano e così via.

ARTICOLO 27
(PUBBLICITA' DELLE SEDUTE, VOTAZIONI E FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO)

1. Le sedute del Consiglio sono pubbliche. Il Regolamento stabilisce i casi in cui il Consiglio si riunisce in seduta segreta.

2. Le votazioni sono, di norma, espresse in modo palese per alzata di mano. Le deliberazioni concernenti persone si prendono a scrutinio segreto qualora però implichino apprezzamenti o giudizi sulle qualità morali, sulla condotta pubblica o privata, sulla capacità o la professionalità ed in genere sulle qualità personali di chicchessia.

3. Nelle votazioni per schede segrete e al fine di determinare la maggioranza dei votanti, si computano anche le schede bianche, le non leggibili e le nulle.

4. Per le nomine e le designazioni di cui all'articolo 42, lett. m) del D.Lgs n. 267/2000, si applica, in deroga al disposto di cui al comma 1° dell'articolo 24, il principio della maggioranza relativa.

5. In rappresentanza della minoranza, nel numero ad essa spettante, sono proclamati eletti i designati dalla minoranza stessa che nella votazione di cui al precedente comma hanno riportato il maggior numero di voti.

6. Il regolamento determina le norme per il funzionamento del Consiglio che dovrà essere approvato a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati al Comune. La stessa maggioranza è richiesta per le modificazioni del regolamento.

7. Nessuna deliberazione è valida se non ottiene la maggioranza assoluta dei votanti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta una maggioranza più qualificata.

8. Non si computano per determinare la maggioranza dei votanti:

a) coloro che si astengono dal prendere parte alla votazione;

b) coloro che escono dalla sala prima della votazione.

9. Nei casi d'urgenza le deliberazioni possono essere dichiarate immediatamente eseguibili con il voto favorevole espresso dalla maggioranza dei componenti.

ARTICOLO 28
(VERBALIZZAZIONE)

1. Il Segretario del Comune partecipa alle riunioni del Consiglio e cura la redazione del verbale che sottoscrive insieme a chi ha presieduto l'adunanza.

2. Il Consiglio può scegliere uno dei suoi membri a fare le funzioni di segretario unicamente però allo scopo di deliberare sopra un determinato oggetto, e con l'obbligo di farne espressa menzione nel verbale qualora il Segretario sia interessato all'argomento trattato o eventualmente impedito.

3. Il verbale indica i punti principali della discussione e il numero degli astenuti, dei voti resi pro e contro ogni proposta.

4. Il regolamento stabilisce:

a) le modalità di approvazione del verbale e di inserimento in esso delle rettifiche eventualmente richieste dai consiglieri;

b) le modalità secondo cui verbale può darsi per letto.

ARTICOLO 29

(COMMISSIONI CONSILIARI)

1. Il Consiglio può istituire nel suo seno commissioni permanenti, temporanee o speciali.

2. Il regolamento disciplina il loro numero, le materie di competenza, il funzionamento e la loro composizione, nel rispetto del criterio della proporzionalità. Può essere previsto un sistema di rappresentanza plurima o per delega.

Qualora le Commissioni hanno funzione di vigilanza e/o controllo il Regolamento che le disciplina deve prevedere che la Presidenza spetti di diritto alla minoranza consiliare.

3. Alle commissioni possono partecipare gli amministratori e i dipendenti municipali, i rappresentanti delle forze sociali, politiche ed economiche per l'esame di specifici argomenti purchè espressamente invitati.

4. Le commissioni sono tenute a sentire il sindaco e gli assessori qualora questo lo richiedano.

ARTICOLO 30
(ATTRIBUZIONI DELLE COMMISSIONI)

1. Compito principale delle commissioni permanenti è l'esame preparatorio degli atti deliberativi del consiglio al fine di favorire il miglior esercizio delle funzioni del consiglio stesso.

2. Compito delle commissioni temporanee e di quelle speciali è l'esame di materie relative a questioni di carattere particolare o generale, preventivamente individuate dal consiglio comunale.

3. Il regolamento dovrà disciplinare le seguenti attribuzioni:

a) la nomina del Presidente della commissione, qualora tale nomina non venga riservata al consiglio comunale;

b) le procedure per l'esame e l'approfondimento di proposte di deliberazioni assegnate alle commissioni da organi del Comune;

c) le forme per l'esternazione dei pareri, in ordine a quelle iniziative sulle quali per determinazione dell'organo competente, ovvero in virtù di previsione regolamentare, sia ritenuta opportuna la preventiva consultazione;

d) metodi, procedimenti e termini per lo svolgimento di studi, indagini, ricerche ed elaborazione di proposte.

4. Le commissioni consiliari permanenti, nell'ambito delle materie di propria competenza, hanno diritto di ottenere dalla Giunta municipale e dagli enti ed aziende dipendenti dal Comune notizie, informazioni, dati, atti, audizioni di persone, anche ai fini di vigilanza sull'attuazione delle deliberazioni consiliari, sull'amministrazione comunale, sulla gestione del bilancio e del patrimonio comunale. Non può essere opposto alle richieste delle commissioni il segreto d'ufficio.

ARTICOLO 31
(GRUPPI CONSILIARI)

1. I consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto dal regolamento e ne danno comunicazione al sindaco ed al segretario comunale.

2. Qualora non si eserciti tale facoltà o fino a quando non sia stata esercitata, i capigruppo sono individuati nei consiglieri, non componenti la giunta, che abbiano riportato il maggior numero di voti per ogni lista.

3. Il regolamento può prevedere la conferenza dei capigruppo e le relative attribuzioni.

CAPO 2°: LA GIUNTA COMUNALE

ARTICOLO 32
(LA GIUNTA COMUNALE. DEFINIZIONE)

1. La Giunta è l'organo di impulso della gestione amministrativa, collabora con il Sindaco nell'Amministrazione del Comune.

2. Impronta la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell'efficienza.

3. Adotta tutti gli atti concreti, idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità del Comune nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio comunale.

ARTICOLO 33
(NOMINA DELLA GIUNTA. DURATA IN CARICA)

1. Il Vice Sindaco e gli altri assessori componenti della Giunta sono nominati dal Sindaco che ne da comunicazione al consiglio comunale nella prima seduta successiva alle elezioni.

2. Il Sindaco può revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione al consiglio.

3. Gli Assessori revocati dal sindaco o gli eventuali dimissionari devono essere sostituiti entro 30 gg. dall'avvenuta revoca o dimissione.

4. La cause di incompatibilità, la posizione e lo stato giuridico degli assessori nonché gli istituti della decadenza e della revoca, sono disciplinati dalla legge. Non possono comunque far parte della giunta coloro che abbiano tra loro o con il Sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinità di terzo grado, di affiliazione ed i coniugi.

ARTICOLO 34
(COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO)

1. La Giunta è composta dal Sindaco e da un numero massimo di sei assessori, di cui numero due possono essere anche non consiglieri.

2. La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco o da chi ne fa le veci.

3. La Giunta delibera coll'intervento di almeno la metà dei suoi componenti ed a maggioranza assoluta (metà più uno) dei votanti.

4. Le sedute della Giunta non sono pubbliche. La medesima può disporre che alle sue sedute possa partecipare chi riterrà opportuno e ciò per fini conoscitivi e per valutare al meglio le decisioni da adottare.

ARTICOLO 35
(VERBALIZZAZIONE DEGLI ATTI DELLA GIUNTA)

1. Il verbale dell'adunanza è redatto a cura del segretario comunale che lo sottoscrive assieme a chi ha presieduto la seduta.

2. Ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta deve essere corredata dai pareri previsti dall'articolo 49 del D.Lgs n. 267/2000.

3. Qualora dette proposte, durante la seduta, vengono modificate o integrate, dovrà osservarsi il principio del "giusto procedimento" di cui all'articolo 18.

ARTICOLO 36
(COMPETENZE DELLA GIUNTA)

1. Le competenze della Giunta sono stabilite dalla legge e, in generale:

a) compie tutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non rientrino nelle competenze, previste dalla legge o dallo Statuto, del Sindaco, degli organi di decentramento, del segretario o dei funzionari dirigenti;

b) riferisce annualmente al Consiglio sulla propria attività e ne attua gli indirizzi generali;

c) svolge attività propositiva e di impulso nei confronti del Consiglio.

CAPO 3°: IL SINDACO

ARTICOLO 37
(RUOLO E FUNZIONI)

1. Il Sindaco, nelle funzioni di capo dell'amministrazione comunale, rappresenta la Comunità e promuove, da parte degli organi collegiali e dell'organizzazione del Comune, le iniziative e gli interventi più idonei per realizzare il progresso ed il benessere dei cittadini che la compongono.

2. Convoca e presiede il Consiglio e la Giunta.

3. Quale presidente del Consiglio è interprete ufficiale degli indirizzi dallo stesso espressi e ne dirige i lavori secondo il regolamento. Tutela le prerogative dei consiglieri. Convoca e presiede la conferenza dei Capigruppo.

4. Quale presidente della Giunta ne esprime l'unità di indirizzi politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attività degli assessori.

5. Vigila al funzionamento degli uffici e dei servizi ed all'esecuzione degli atti, con il concorso degli assessori e con la collaborazione prestata secondo le sue direttive, dal segretario comunale.

6. Quale ufficiale del Governo sovraintende ai servizi di competenza statale attribuiti al Comune, secondo quanto stabilito dalla legge.

7. Il Sindaco ha la rappresentanza legale del Comune.

La rappresentanza può essere delegata ai responsabili di Posizione Organizzativa al momento della loro nomina.

ARTICOLO 38
(SOSTITUZIONI DEL SINDACO)

1. Il Sindaco delega un assessore, da lui prescelto, a sostituirlo in caso di assenza o di impedimento, in tutte le funzioni a lui attribuite dalla legge, dallo statuto o dai regolamenti.

2. All'assessore predetto è attribuita la qualifica di Vice Sindaco.

3. Nel caso di contemporanea assenza od impedimento del Sindaco e del suo Vice, ne esercita temporaneamente tutte le funzioni l'assessore più anziano in età. Questi a sua volta sarà sostituito dall'assessore meno anziano e così via.

4. Sono comunque fatte salve le attribuzioni del consigliere anziano in ordine ai particolari casi di convocazione e di presidenza del Consiglio Comunale, previsti dalla legge o dal presente statuto.

ARTICOLO 39
(DELEGHE DEL SINDACO)

1. Il Sindaco ha facoltà di delegare, con suo proprio provvedimento, agli assessori, funzioni riguardanti particolari settori o servizi o problemi dell'amministrazione comunale.

2. I provvedimenti sindacali di delega di cui al presente ed al precedente articolo, nonché le loro eventuali revoche o modificazioni, sono adottati coll'assistenza del segretario del Comune e comunicati al Consiglio Comunale nella prima seduta utile.

3. Nell'esercizio delle attività delegate gli assessori sono responsabili di fronte al sindaco e secondo quanto disposto nel presente statuto.

ARTICOLO 40
(POTERI DI ORDINANZA DEL SINDACO)

1. Il Sindaco, quale capo dell'amministrazione comunale, ha il potere di emettere ordinanze, se ed in quanto le Leggi vigenti glielo consentono.

2. Il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, adotta provvedimenti contingibili ed urgenti emanando ordinanze in materia di sanità, igiene ed ordine pubblico al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini. Assume in questi casi i poteri ed adotta i provvedimenti previsti dalla legge.

3. Gli atti di cui ai precedenti commi debbono essere motivati e sono adottati nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico e con l'osservanza delle norme che regolano i procedimenti amministrativi.

4. In caso di assenza od impedimento del Sindaco, colui che lo sostituisce esercita anche le funzioni di cui al presente articolo.

 



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